Che esperienza!
Assolutamente fantastico…
Il viaggio, iniziato da Villastellone con il mitico Pajero + carrello (di Helix) è stato lungo… 14 ore di viaggio, rigorosamente in carovana, per raggiungere in gruppo l’ Iron Mountain.
Arrivo in loco….piovoso… ma senza dubbio emozionante… la montagna è a dir poco
enorme, maestosa, inquietante… fantastica. La nebbia copre la sommità, la pioggia cessa… e ci permette di montare il campo prima che faccia completamente buio.
La sera scendiamo in paese e chi troviamo al pub di Eisenerz??? Niente meno del 5 volte campione del mondo Gio Sala, che con un’umiltà disarmante prende l’iniziativa di venirci a salutare!
Il giorno seguente ci viene permesso di fare un giro della cava, prima in groppa ai Dumper e poi in sella alle nostre Africa Twin, guidati dai piloti dei Team ufficiali.
E’ ormai venerdì, il giorno della prima Manche di Gara! Alcuni di noi approfittano della disponibilità di Sala e del gruppo KTM per provare le moto e farsi un giro con il campione…. il risultato è un paio di moto distrutte, un nostro compagno con il polso fratturato, e diverse ammaccature… per fortuna io ero in tenda che facevo beatamente la NANNA
Come dicevo è l’ora della gara.
Alle 12,00 ci posizioniamo alla partenza. C’è un marasma incredibile, circa 500 moto che spingono per riuscire a raggiungere la zona del Check prima della partenza… passa un’ora buona in mezzo al casino… e… azzo… sono io… al fotoscan, poi al check del tesserino….e ….. la rampa di partenza è li di fronte a me !!! (anche ora che lo racconto sento le gambe molli dall’emozione). E’ la mia prima gara in assoluto.. e che gara!! Ho paura… difficile nasconderlo, impossibile tirarsi indietro, salgo sulla pedana, mi faccio il segno della croce e attendo che il semaforo mi dia il via…. E’ rosso… poi arancione…. poi verde…. VIAAA!!!!!
Ingrano la prima, stacco con decisione la frizione ma scendo dalla pedana con attenzione, la pioggia dei giorni precedenti ha creato pozzanghere, le ruote sono zuppe di fango ed acqua e la pendana è di scivoloso acciaio. Scendo…
La partenza è stretta, vedo i fotografi, il pubblico… cazzo…questa è una gara vera, vorrei aprire al massimo ma sono in un canale di sabbia, non conosco il fondo… e la tengo buona, appena passato il canale innesto la seconda…la prima scava… non c’è trazione… la seconda va meglio, mi metto inpiedi e innesto anche la terza…la tiro a limitatore, imposto una prima curva apro tutto.
Vedo qualcosa davanti a me ma non comprendo di che si tratta… mi sembra una pietraia… i colori rossi della terra e i riflessi non mi permettono di leggere bene il terreno… decido di buttare già una marcia, entro e capisco che è una pietraia, il maubrio sbacchetta…mi porto indietro e apro, rimetto la terza, cerco di direzionare la moto e mi dico… “non può durare molto…se apro finisce prima” giusto il tempo di pensarlo ed ecco apparire finalmente una traccia, ad interno curva… è stretta ma mi ci infilo e cerco di tenerla… la pietraia svanisce, apro tutto quello che la terza mi permette, entro in curva, drifto appena un pò la moto è a limitatore, fantastico….la paura inizia a svanire, arriva tutta l’adrenalina.
Ecco il primo tornante, scalo, la moto non fa aderenza, non rallenta… io sono leggero e lei pesante… mi siedo per dare maggiore aderenza al posteriore, scalo in prima… entro nel tornate, ci sono pietre, la moto sbacchetta, l’istinto mi dice di tirare il manubrio ed aprire e lo faccio, le braccia faticano… finiamo il tornantee si staglia di fronte ai miei occhi un bel pò di strada veloce, apro…ma sempre con attenzione…navigo a vista… non conosco il percorso…non conosco la strada…non conosco la montagna.
Dopo vari tornati e curve veloci, arriva il punto dell’hole shot, vado a razzo… c’è un dosso che non mi permette di vedere dall’altra… le frecce mi dicono che la strada è dritta… ma a 110 fa paura… allora mollo, appena vedo l’orizzonte riapro e mi dico “che coglione che sono… potevo tenere aperto…la prossima tengo aperto”.
Il SALTO:
Dopo qualche km, in un tratto da terza piena, ecco un bel salto, fantastico, mi dico “ho sistemato le sospensioni, posso volare !” mollo appena un poco per avere lo spunto necessario a alzare di più l’anteriore, riapro e… wommmm magnifico!
Il tempo di pensare “cazzo… è andata…” ed ecco che all’atterraggio mi aspettano prima della staccata una seria serie (
) di woops che fanno saltellare il posteriore della moto… ma la mia africa non mi tradisce, entra in curva come una vera Regina e si prepara per superare una PitBike che mi trovo con enorme stupore davanti. Attendo.. non voglio essere scorretto, e poi c’è una salita stretta che ci fa invertire la marcia… meglio aspettare… se si ferma lui davanti… non ho lo spazio per mettere giàù i piedi e sono fregato.
La terra è molle, se mi fermo sono fottuto… meglio rallentare, la PitBike fa la salita, lo seguo e all’uscita lo passo.
ARRIVO: pochi tornati, ed ecco l’ultima esse, al terimine della quale l’arco Red Bull che mi dice che sono arrivato!!! Fantastico.
Mi fermo per farmi splittare il tesserino… e… son giunto…la prima manche è terminata.
La montagna è mia, mi ha lasciato salire, sono arrivato, sono felice, mi sento fortunato, privilegiato…solo 50 gli italiani presenti e sono uno di quelli, che dire… ringrazio Dio di essere li…penso a chi mi ha permesso di esserci in vari modi, penso a chi non ha avuto questo privilegio.
Mi guardo intorno, molti del nostro gruppo sono già li, altri devono ancora arrivare, l’atmosfera è mistica, le braccia chiedono pietà, il cuore chiede un’altra salita
A presto la seconda manche e un pò più di foto
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